L’Assassinio del Commendatore – Libro Secondo

La seconda e ultima parte del tanto atteso libro di Murakami Haruki è finalmente arrivata. Pubblicata a fine Gennaio 2019 dall’Einaudi, con traduzione dal giapponese affidata ad Antonietta Pastore, L’Assassinio del Commendatore – Metafore che si trasformano riprende la storia con la stessa aura di mistero che aveva concluso il primo volume (trovate qui la recensione dedicata).

Trama

Il mistero che caratterizza la vita del protagonista s’infittisce. L’autunno è quasi finito sulle montagne intorno a Odawara, luogo dove si trova il cottage di Amada Tomohiko, famoso pittore della corrente nihonga e autore del dipinto L’assassinio del Commendatore, un’opera sconosciuta che il narratore ha ritrovato nella soffitta di questa casa. Si tratta di un dipinto pieno di interrogativi, così come lo è il passato del suo autore.

Mentre indaga su questi aspetti, il protagonista continua inoltre ad analizzare la propria vita, concentrandosi molto sugli avvenimenti e le sensazioni che l’hanno portato a vivere in quel luogo. La sua solitudine è alternata ad intervalli regolari dalla preparazione del ritratto di Akikawa Marie, una giovane ragazza che vive da quelle parti e frequenta il suo corso di pittura, e dalle visite di Menshiki, personaggio emblematico del romanzo. Se nella prima parte questa figura mi aveva disorientato, in questo secondo episodio il suo atteggiamento è ancora più spiazzante, difficile da inquadrare.

Il climax di quest’opera si raggiunge verso la metà del secondo volume quando, a seguito di una sinistra sparizione, il protagonista sarà costretto a liberarsi dallo stallo che lo bloccava da mesi (e da circa 600 pagine) per passare all’azione, in maniera del tutto inaspettata (se non si ha mai letto nulla di Murakami): varcare definitivamente il confine tra il nostro e un altro mondo. Questo viaggio nell’altra dimensione non mi ha però entusiasmato: lo considero, unito al finale sbrigativo e piuttosto deludente, la nota dolente di quest’opera. Il romanzo va comunque promosso, non sono infatti da trascurare lo stile impeccabile di Murakami e la passione con la quale questo doppio volume si fa leggere. Ho inoltre apprezzato l’ambientazione della storia e – manco a dirlo – la caratterizzazione dei personaggi.