Kokoro: Igort e Il suono nascosto delle cose

Kokoro è il ventunesimo libro di Igort, pubblicato da Oblomov. In questo libro l’autore torna a raccontare il suo amato Giappone, con una tecnica similare a quella vista nei due volumi di Quaderni Giapponesi (dei quali ho fatto anche una recensione, che trovate qui). In questo caso gli elementi autobiografici sono riportati in maniera minore rispetto ai Quaderni, ma sono comunque il punto di partenza che dà il via al flusso di ricordi e, di conseguenza, alle storie.

Il libro si presenta in una forma orizzontale, che ben si presta alle grandi tavole: questo perché, quando Igort concepì il libro per la prima volta, il suo orientamento doveva essere solo di tipo grafico, senza un testo guida. Tuttavia, una volta iniziati i disegni, l’autore scoprì che essi contenevano “schegge di memoria”: Kokoro è quindi il risultato di questo intreccio, un ibrido che alterna parti di testo scritto con grandi tavole e disegni più piccoli a sostegno delle storie raccolte.

Kokoro è un grande viaggio nelle arti e nella cultura che il Sol Levante ha da offrire: si passa dal cinema alla musica, e dalla letteratura alla spiritualità. Il tutto è veicolato dal tempo, un fattore particolarmente critico nell’evoluzione della cultura nipponica, una cultura rimasta pressocché intatta fino al secondo Dopoguerra, con l’arrivo degli statunitensi sull’arcipelago. Gli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale furono durissimi per la popolazione giapponese, che si trovò a fare i conti con una realtà ben diversa da quella raccontata fino ad allora dal governo e dal proprio imperatore, che in un rescritto del 1946 ammise pubblicamente la propria natura umana (fino ad allora i regnanti giapponesi rivendicavano una diretta discendenza con la dea del Sole Amaterasu, sostenendo quindi di essere degli dei viventi). Questa crisi identitaria venne ben raccontata da Osamu Dazai, uno dei maggiori scrittori giapponesi del dopoguerra, che tra il 1947 e il 1948 (anno del suo suicidio) pubblicò due romanzi importanti come Il Sole si spegne e Lo Squalificato, libri capaci di far sì che un’intera generazione vi si riconoscesse.

Igort raffigura anche altre personalità importanti, come Tadao Tsuge, mangaka autore di molte opere gekiga (fumetti drammatici, dai temi maturi), e il musicista e compositore Ryuichi Sakamoto, con il quale Igort scrisse un fumetto futurista. Il focus torna poi sul contrasto tra il Giappone contemporaneo e quello tradizionale, e come tra questi due rimanga tutt’oggi un impercettibile equilibrio. La contaminazione con la cultura occidentale ha modificato la vita nelle città, ma nonostante questo aspetto ci sono dei luoghi che ancora oggi preservano le stesse usanze dei tempi passati. Si tratta di realtà fatte di templi, monaci, e anche di spiriti (kappa, yokai, tengu e così via).

In Kokoro è presente la stessa passione che Igort ha riversato in Quaderni Giapponesi: consiglio a coloro che hanno apprezzato i due volumi precedenti di recuperare anche quest’opera, non ne rimarranno delusi.