Interrogare il dolore – Body Art di Don DeLillo

Apriamo questo 2020 con una breve recensione: il primo libro che ho letto quest’anno è stato Body Art di Don De Lillo, libro del 2001. In Italia il libro è pubblicato da Einaudi con la traduzione di Marisa Caramella. Nonostante il libro non vada oltre le 100 pagine, è stata una lettura davvero intensa.

Il romanzo si apre con quella che sembra essere una comune scena familiare: la protagonista, Lauren, una body artist, sta discutendo con il marito Roy, un regista. Finito questo primo capitolo, abbiamo un intermezzo che ci fa apprendere che Roy si è suicidato. Da qui tutto cambia: Lauren continua a vivere nella casa che lei e Roy avevano preso per stare insieme. Nella solitudine di quella casa, cerca di elaborare l’accaduto, quel dolore che non si manifesta mai apertamente ma che comunque permane lì, nascosto tra le righe del romanzo.

Questa storia offre molti spunti di riflessione. Non ho letto molti altri libri di Don DeLillo, ma per tanti Body Art è un libro unico nel suo genere nella produzione dello scrittore americano. Solitamente DeLillo analizza lo stile di vita, le nevrosi e le ossessioni della società americana. In questo romanzo si parla di un tema più intimo ed universale come la perdita e il dolore che ne consegue. La perdita è un sentimento comune. Fare i conti con questa perdita, invece, è soggettivo. Per questo Body Art è utile alla riflessione ed al confronto: dopo aver appreso della morte di Rey, vediamo il modo in cui cambia Lauren, ma allo stesso tempo riflettiamo su come ci saremmo comportati noi nella stessa situazione. È un libro che va letto, se possibile, tutto d’un fiato. Credo che il ritmo ipnotico della storia e lo stile particolare dell’autore possano essere apprezzati appieno usando questa formula.