L’estate che sciolse ogni cosa, di Tiffany McDaniel

Il libro di cui parlo oggi si può tranquillamente definire un best seller. A dir la verità mi aveva incuriosito fin da quando era uscito, grazie anche alle ottime recensioni riscontrate. Finalmente a febbraio sono riuscito a leggerlo, e trovo che sia stata la miglior lettura del mese appena passato: sto parlando de L’estate che sciolse ogni cosa, libro del 2016 dell’autrice statunitense Tiffany McDaniel. Il libro è pubblicato in Italia da Atlantide con traduzione di Lucia Olivieri. Negli USA questo romanzo ha riscontrato molti pareri positivi che gli sono anche valsi dei premi letterari, ma anche nel nostro paese ha goduto di un’ottima fama: attualmente il libro è alla decima ristampa.

Ci sono estati capaci di lasciare un segno indelebile dentro di noi, e per Fielding Bliss quell’estate è il 1984. Fielding è un ragazzo che vive a Breathed, un piccolo paese dell’Ohio. Il padre Autopsy è un avvocato: ha pubblicato sul giornale locale un invito per il diavolo. Il signore degli inferi è invitato a presentarsi a Breathed. Così, in una torrida giornata dell’estate 1984, il diavolo arriva. Solo che il suo aspetto non è quello che ci si potrebbe aspettare: infatti, Fielding – il primo personaggio ad incontrarlo – si trova davanti un ragazzo, che sceglierà di farsi chiamare Sal (dalle prime due lettere di Satana e l’iniziale di Lucifero). Dapprima la popolazione di Breathed (compresi i genitori di Fielding) crede che Sal sia semplicemente un ragazzo scappato dalla famiglia. Ma col passare dei giorni (e l’aumentare della calura) sempre più persone sembrano convincersi che Sal sia veramente chi dice di essere.

L’aspetto che più ho apprezzato della trama di questo romanzo è il dubbio che continua ad essere alimentato pagina dopo pagina: la valutazione del lettore riguardante Sal oscilla sempre tra credere alle sue parole e il sospetto che invece si tratti solamente di una messinscena architettata dal ragazzo. Così anche l’intera trama oscilla tra la verità e la menzogna, tra fede e incredulità o, più banalmente, tra il bene e il male. Un male che si cela dentro gli abitanti di Fielding e che comincia a farsi strada, attraversando le barriere interne sciolte dall’incredibile ondata di afa che piomba sull’estate di Breathed. Un male che aumenta esponenzialmente fino a culminare nella terrificante e struggente conclusione.

L’estate che sciolse ogni cosa è un’efficace raffigurazione della crudeltà umana; è un libro che sorprende e convince sia per la godibilità della trama che per bravura stilistica.