Il Colibrì, di Sandro Veronesi

Pochi giorni fa ho terminato la lettura de Il Colibrì di Sandro Veronesi, un libro del quale si è molto parlato in questi mesi. Pubblicato ad Ottobre 2019 da La Nave di Teseo nella collana Oceani, il libro ha subito scalato classifiche illustri, ad esempio venendo nominato miglior libro del 2019 da La Lettura e piazzandosi al secondo posto della Classifica di qualità de L’indiscreto, uscita a Febbraio 2020. Inoltre, recentemente Il Colibrì è stato incluso nelle 54 proposte per la scelta dei finalisti al Premio Strega 2020, premio già vinto da Sandro Veronesi con Caos Calmo nel 2006.

Spinto dalla curiosità ho notato che il libro è disponibile in formato audiobook su Audible, letto (o meglio dire interpretato) da un grandissimo Fabrizio Gifuni. Dopo aver ascoltato i primi tre capitoli ho deciso di correre subito in libreria a comprarne una copia. Ora che ho finito di leggerlo, anche se siamo solo a Marzo, posso tranquillamente affermare che Il Colibrì è uno dei migliori libri che ho letto quest’anno.

Ma di cosa parla Il Colibrì? La trama segue la vita di Marco Carrera, protagonista del romanzo. L’inizio della narrazione, collocata nel 1999, lo vede nel suo ambulaorio mentre visita dei pazienti. La visita del dottor Carradori, psicanalista di Marina, moglie di Marco, apre la porta ad una serie di rivelazioni sulla vita (passata e futura) del protagonista. Spostandoci avanti e indietro negli anni, coprendo un arco di tempo compreso tra gli anni Settanta del secolo scorso e il 2030, gli eventi della vita di Marco Carrera ci vengono rivelati uno ad uno. Troviamo un amore assoluto pieno di difficoltà, la vita familiare e perdite dolorosissime ad essa connesse. Il tutto sapientemente svelato dal narratore a piccole dosi.
Il colibrì è il soprannome dato a Marco durante l’infanzia, a causa di un rallentamento della crescita poi risolto grazie ad una terapia. Ma col passare degli anni quel soprannome è diventato l’identificazione della sua resilienza: proprio come un colibrì, Marco ha continuato a sbattere velocemente le ali per rimanere immobile, fermo. Anche se tutti gli altri personaggi andavano avanti. Anche se gli urti violentissimi generati dalle perdite (e quindi dai cambiamenti) della sua vita sono dilanianti. Anche quando tutto sembra perduto, Marco resiste e sopravvive, ed è inoltre capace di trovare una nuova ragione per vivere: il frutto di tutti i suoi sforzi sarà quello di consegnare al mondo una nuova speranza, incarnata in una bambina di nome Miraijin (dal giapponese 未来人, lett. Uomo del futuro).

Il Colibrì ha sicuramente tutto quello che un buon romanzo dovrebbe avere: ottima trama, stile originale, ritmo incalzante e un importante messaggio di fondo da comunicare. Mi ha intrattenuto, mi ha fatto pensare, mi ha tenuto incollato alle sue pagine con una semplicità che, in tutta onestà, non sentivo da tempo.
Chapeau.